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March 23, 2026

Iridoterapia come trattamento aggiuntivo per ulcere venose croniche: un'osservazione clinica

Contesto

L'insufficienza venosa cronica (IVC) è una delle principali cause di ulcere venose agli arti inferiori, con una prevalenza che aumenta significativamente con l'età. La gestione standard include la terapia compressiva, il debridement della ferita, farmaci venoattivi e un'accurata cura della ferita. Tuttavia, una parte dei pazienti presenta una guarigione lenta o assente nonostante un trattamento ottimale, con conseguente morbilità prolungata e ridotta qualità della vita.

Quando gli approcci convenzionali non riescono a ottenere la chiusura, i medici esplorano a volte strategie aggiuntive. Questo articolo presenta un caso clinico in cui l'irudoterapia (terapia con sanguisughe medicinali) è stata utilizzata come misura aggiuntiva per una paziente con un'ulcera venosa recalcitrante, con conseguente miglioramento significativo.

Presentazione del Caso Clinico

Una donna di 67 anni con una lunga storia di vene varicose e insufficienza venosa cronica si è presentata con un'ulcera non guarita sulla parte mediale della caviglia sinistra. L'ulcera era presente da 16 mesi nonostante l'uso costante di bendaggi compressivi multistrato, debridement regolare e medicazioni avanzate. Alla valutazione iniziale, l'ulcera misurava circa 4,8 cm x 3,5 cm, con una base pallida e fibrinosa, essudato moderato e cute circostante che presentava iperpigmentazione, indurimento e lieve edema.

L'ecografia Doppler ha confermato il reflusso della safena e vene profonde competenti ma con insufficienza valvolare documentata nel sistema perforante. La consulenza chirurgica vascolare non ha identificato un'urgenza di intervento venoso e la gestione conservativa è stata continuata.

Trattamento e Follow-up

Dato il mancato progresso con le cure standard, dopo aver ottenuto il consenso informato, il team clinico ha introdotto l'irudoterapia aggiuntiva. Da due a tre sanguisughe di grado medico sono state applicate sulla cute sana perilesionale in ogni seduta, ripetute ogni due settimane per un totale di cinque sedute. La terapia compressiva e la cura della ferita sono state mantenute per tutto il periodo.

Dopo la prima seduta, la paziente ha riferito una notevole riduzione del gonfiore locale e una sensazione di "sollievo" nell'arto interessato. Dopo cinque sedute, la base dell'ulcera è passata da pallida a tessuto di granulazione sano, l'essudato è diminuito significativamente e l'indurimento perilesionale si è ammorbidito. L'area dell'ulcera si è ridotta di circa il 65% e si è ottenuta una completa epitelizzazione entro otto settimane dal trattamento. Nessuna recidiva è stata osservata durante un periodo di follow-up di tre mesi.

Meccanismi d'Azione Proposti

La secrezione salivare della sanguisuga medicinale contiene una complessa miscela di sostanze bioattive che possono affrontare i principali fattori patologici nell'ulcerazione venosa:

  • Effetti anticoagulanti: L'irudina inibisce direttamente la trombina, riducendo la microtrombosi e migliorando la microcircolazione locale.

  • Azioni antinfiammatorie: Composti come l'eglina e l'anti-stasin aiutano a modulare l'infiammazione e possono ridurre l'edema.

  • Permeabilità tissutale: L'ialuronidasi e la collagenasi possono degradare il tessuto fibroso e migliorare l'ossigenazione tissutale locale.

  • Effetti circolatori locali: Sostanze simili all'istamina e l'acetilcolina promuovono la vasodilatazione locale, alleviando potenzialmente l'ipertensione venosa a livello microvascolare.

Sebbene questi meccanismi non correggono il reflusso venoso sottostante, possono creare un ambiente più favorevole alla guarigione della ferita affrontando il compromesso microcircolatorio e l'infiammazione.

Considerazioni sulla Sicurezza e Limitazioni

L'irudoterapia non è priva di rischi, in particolare quando utilizzata al di fuori di contesti clinici controllati. Le considerazioni chiave includono:

  • Infezione: L'intestino della sanguisuga ospita Aeromonas hydrophila e altri batteri; si raccomanda spesso la profilassi antibiotica o un attento monitoraggio.

  • Sanguinamento e anemia: Sanguinamento prolungato o applicazioni ripetute possono portare a una significativa perdita di sangue, richiedendo il monitoraggio dei livelli di emoglobina.

  • Reazioni allergiche: Possono verificarsi ipersensibilità locale o sistemica alle proteine salivari della sanguisuga.

  • Mancanza di protocolli standardizzati: Non esiste un consenso consolidato sulla frequenza ottimale delle sedute, sul numero di sanguisughe o sui regimi di cura delle ferite concomitanti.

In questo caso, il trattamento è stato somministrato sotto supervisione clinica con adeguate misure di controllo delle infezioni e monitoraggio.

Discussione

Questo caso illustra che per una paziente con un'ulcera venosa cronica refrattaria alla terapia standard, l'aggiunta dell'irudoterapia è stata associata a un marcato miglioramento clinico e alla eventuale chiusura della ferita. Sebbene la base di evidenze per la terapia con sanguisughe nelle ulcere venose rimanga limitata, l'esito osservato è in linea con la plausibilità biologica dei suoi effetti sulla microcircolazione, sull'infiammazione e sulla fibrosi tissutale.

Tali casi evidenziano la necessità di studi ben progettati per valutare il potenziale ruolo dell'irudoterapia come trattamento aggiuntivo in pazienti con ulcere venose difficili da guarire per le quali le opzioni standard sono state esaurite.

Conclusione

L'irudoterapia non dovrebbe essere vista come un sostituto dei trattamenti consolidati come la terapia compressiva o l'intervento venoso. Tuttavia, in pazienti selezionati con ulcere venose croniche che non rispondono alle cure standard, può servire come potenziale approccio aggiuntivo se applicata sotto adeguata supervisione clinica. L'auto-applicazione al di fuori di un contesto medico comporta rischi significativi ed è fortemente sconsigliata.


Parole chiave: irudoterapia, ulcera venosa cronica, insufficienza venosa, guarigione delle ferite, microcircolazione

Riferimento (per contesto professionale):
*Adattato dal modello di osservazione clinica presentato in: Luke N.D., Henn C.H., Bansal M. Improving Symptoms of Peripheral Artery Disease With Hirudotherapy. Cureus, 2021. DOI: 10.7759/cureus.16270*

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